Il "maestro di danze"



Gli esseri umani credono a tutto quel che sentono dire invece di credere soltanto a quello che hanno potuto riconoscere direttamente attraverso una giudiziosa riflessione, maturata da un ‘dibattito comparativo’ fra tutti i dati già immagazzinati in loro...
Ti chiedo di non credere a nulla che non puoi verificare in prima persona.




Gurdjieff

L'insegnamento di Georges Ivanovič Gurdjieff combina sufismo e altre tradizioni religiose in un sistema di tecniche psicofisiche che cercano di favorire il superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che condizionano l'essere umano.
Armeno di nascita, nato ad Alexandropol in data imprecisata (1866-1877-...) vagò per il mondo per almeno 20 anni alla ricerca di una "conoscenza perduta" che alla fine trovò e tradusse nelle sue "danze sacre", un sistema per raccogliere energia per prendere consapevolezza di ciò che si è veramente, raccogliere le forze per soppravvivere alla morte dell'anima e non finire nel "nulla". I suoi preziosi insegnamenti sono a tratti inquietanti proprio per questo suo modo di spiegarci la realtà: chi prenderà coscienza sarà salvo, chi non la prenderà sarà condannato e svanirà dopo la morte.
Come diceva egli stesso: "uno dei mezzi migliori per risvegliare il desiderio di lavorare su di sé è quello di rendersi conto che si può morire da un momento all'altro. Ma bisogna imparare a non dimenticarselo".




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 Esercizi ritmici accompagnati da musica, danze dervisce, esercizi mentali, studio dei diversi modi di respirare e via di seguito. Tra i più impegnativi erano gli esercizi di imitazione di fenomeni (para)psichici: lettura del pensiero, chiaroveggenza, manifestazioni medianiche. Prima di iniziare questi ultimi, Gurdjieff ci aveva spiegato che lo studio di questi "trucchi" come li chiamava, era obbligatorio in tutte le scuole orientali, perché era inutile iniziare lo studio dei fenomeni di carattere paranormale senza aver prima studiato tutte le imitazioni e tutte le contraffazioni possibili... Tuttavia il nostro sforzo era indirizzato soprattutto al ritmo, e su strane danze destinate a prepararci ad eseguire in seguito gli esercizi dei dervisci. Gurdjieff non ci diceva né i suoi scopi né le sue intenzioni, ma da quello che aveva detto all'inizio, si poteva pensare che tutto questo mirasse a condurci verso un miglior controllo del corpo fisico.»
Noi consumiamo in permanenza più energia del necessario, usando muscoli di cui non abbiamo bisogno,lasciando correre i pensieri a ruota libera
e reagendo troppo

 

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